Alchimie marine
Titolo

Alchimie marine

Curatela

Armando Blasi

Location

Associazione Artava,
Via Duomo 222/226,
Taranto

Data

2025

"Nel panorama della giovane scultura contemporanea italiana, Giovanni Pinosio emerge come un artista capace di tessere un linguaggio personale, fluido, poetico. Con Alchimie Marine, Pinosio porta a compimento una ricerca che unisce gesto, materia e pensiero in un corpo unico e vibrante."

Alchimie marine

La mostra si muove come una corrente sommersa: silenziosa, a tratti impalpabile, ma capace di trascinare lo spettatore in un percorso immersivo tra le profondità del mare e quelle della forma artistica.
Il punto di partenza è la linea – non una linea qualsiasi, ma quella sottile, nervosa, mobile tracciata dal filo di ferro. Con essa Pinosio costruisce creature e forme ibride: pesci sospesi, tartarughe, aragoste e granchi stilizzati che sembrano vibrare nello spazio come presenze silenziose. La materia, rigida e solida, si piega al gesto, lasciando affiorare un mondo sommerso , quello dei fondali incontaminati e sconosciuti dove la leggerezza diventa sostanza, e il vuoto – tra i pieni delle sagome – si fa linguaggio e ci accoglie in un universo ancora da scoprire.

Una delle cifre più affascinanti del suo lavoro è la relazione fra opera e ombra. Le sculture non si esauriscono nella loro tridimensionalità, ma trovano una seconda vita nelle proiezioni che generano: ombre mobili, alterate dalla luce, che diventano opere a loro volta. In un gesto quasi alchemico, queste ombre vengono raccolte, ricalcate, trasformate in disegni su carta che ne restituiscono una versione trasfigurata, più colorata, talvolta rarefatta. È in questo passaggio che l’artista svela la sua tensione alla metamorfosi: l’immagine si sposta, evolve, diventa altro, mantenendo però la memoria del suo punto d’origine.

 In altri lavori, l’inchiostro e il disegno si inseguono in un gioco tra istinto e controllo. La macchia, lasciata agire liberamente sulla carta, viene poi attraversata dalla linea: un tracciato preciso, ma mai rigido, che la segue, la interpreta, talvolta la contraddice. Qui, Pinosio esplora il confine – sottilissimo – tra il caos creativo e la volontà ordinatrice dell’artista. Ogni opera si fa così testimonianza di un equilibrio instabile, dove l’imprevisto è accolto e guidato, mai domato del tutto.

Il mare, in questa esposizione, è molto più di un tema: è un motore simbolico, un’arena fluida in cui i contrari dialogano. Materia e luce, forma e dissolvenza, gesto e progetto si confrontano come onde in movimento.
Le “alchimie” evocate dal titolo non sono dunque solo estetiche, ma esistenziali: ogni opera è il frutto di una trasformazione, di un attraversamento, di un’intuizione che prende corpo.

Pinosio non offre risposte, ma occasioni di stupore. I suoi pesci non nuotano in un acquario, ma nel vuoto dello spazio espositivo; le sue alghe non crescono su fondali, ma nel gesto sospeso del disegno. E proprio in questa sospensione, tra concretezza e immaginazione, tra artigianalità e visione, si inserisce la potenza poetica del suo lavoro.
In un tempo in cui la materia sembra perdere peso e significato, Alchimie Marine ci ricorda che anche il filo di ferro – se guidato da una mano consapevole – può danzare come un pensiero.

 

Armando Blasi